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AFGHANISTAN, UN GIORNO PER CASO. DIARIO DA HERAT
Di Luigina De Simone
CIESSE Edizioni
Collana “Le nostre guerre”
Un diario toccante, un racconto che colpisce diritto al cuore e alla mente, scortica la corteccia dell’anima e la riporta faticosamente alla realtà, quella che abbiamo dimenticato. Questo è Afghanistan, un giorno per caso, diario da Herat, scritto da Luigina De Simone, soldato dell’Esercito italiano, che nel 2008 ha partecipato alla Missione ISAF in Afghanistan come addetta al Front Office.
Il racconto della sua avventura, il percorso che l’ha fatta crescere all’interno di un mondo perso nel tempo, povero, dilaniato da un guerra che l’autrice stessa non capisce, come molti di noi italiani. Una delle frasi che più mi hanno colpito, è quella presente nella quarta di copertina, poche parole che rendono perfettamente il quadro di una situazione paradossale: Il dramma è che nessun soldato che parte sa dove va e cosa va a fare…
Perché grazie alla sua testimonianza, Luigina ci fa vivere la sua esperienza con le riflessioni di chi ogni giorno ha rischiato la propria vita per uno Stato che non prepara fisicamente e mentalmente ,a suo dire, i soldati sufficientemente. Ventiquattro ore di operatività sempre con il pericolo di un attentato, e molti ne sono accaduti, Luigina ce li racconta con freddezza, ma si sente nelle sue parole la rabbia per una guerra che non capisce, metodi e strategie forse errate. Ci racconta dei mezzi Lince, dei ragazzi mandati a morire, degli attacchi alla base, dei bunker, della risposta armata con i Mangusta, della sua grandissima voglia di aiutare i bambini sofferenti, rischiando in prima persona per poterli trasportare in alcune occasioni in ospedale; avviando progetti e sentendosi in colpa nel momento in cui dovrà fare ritorno, per non averli completati. Avanzando richieste ai superiori che sempre hanno saputo cogliere l’animo gentile e la voglia di aiutare dell’autrice soldato, come quella volta che rischia nuovamente la vita per preparare un piatto di pasta a dei giovani soldati, ragazzi dell’età del fratello, che stanno rischiando la loro vita nel deserto e da giorni mangiano solo razioni K.
Ci sono riflessioni rivolte alle donne afgane costrette a portare il burka, donne picchiate che non possono nulla contro le leggi del luogo che le rendono oggetti, non persone. Riflessioni ai soldati, amici, semplici conoscenti e compagni di lavoro, morti. Italiani, ragazzi poco più che ventenni che con solo un paio d’anni di addestramento, vengono sbattuti dallo Stato in prima linea, con elmetto fucile e giubbotto antiproiettile spesso di due taglie maggiori, da indossare continuamente sotto un caldo torrido, al solo scopo di poter essere presente e rivendicare i propri morti, nel momento in cui bisogna prendere decisioni di polita internazionale.
Una testimonianza, Afghanistan, un giorno per caso, diario da Herat, di Luigina De Simone, edito da CIESSE Edizioni, che deve essere letta per poter iniziare a comprendere cosa ci stanno a fare i nostri soldati, i nostri ragazzi, in un luogo attraversato da miseria e povertà, dove gli occhi dei bambini che ti chiedono acqua ti spezzano il cuore, dove bambini colpiti al fianco da schegge devono essere operati urgentemente, dove bambine di dodici anni sono costrette a sposarsi, dove il mondo sembra essersi fermato un secolo fa, e tu sei costretto a sparare per difendere la tua vita dagli infiltrati talebani in quella che dovrebbe essere invece una missione di pace.
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Luigina De Simone nasce a Sant’Agata De’ Goti (BN) il 31 Marzo 1980. Vive tra Bologna e Sant’Agata de’ Goti, laureata in Scienze internazionali e Diplomatiche il 16 Marzo 2004 con tesi in Diritto Internazionale. Nel 2005 consegue il master in sviluppo e risorse umane e nello stesso anno parte per la scuola di reclute di Ascoli Piceno. Finito il corso verrà inviata in servizio presso la Brigata paracadutista “Folgore” a Legnago (VR). Viene trasferita a Bologna presso la Brigata Aeromobile e nel 2008 partecipa alla Missione ISAF in Afghanistan come addetta al Front Office, rimarrà ad Herat sei mesi.
Nel 2010 decide di congedarsi e di dedicarsi alla composizione di questo libro.
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Recensione di
OCCHI GIALLI-NERI
Di Paola Beatrice Rossini
CIESSE Edizioni
Collana GOLD, Romanzo FANTASY
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Occhi gialli-neri è un Urban Fantasy interessante. Un genere che mi piace, anche se il mio bagaglio letterario si è soffermato in passato al Fantasy di genere classico, questo nuovo modo di interpretare il fantastico, con miti e creature magiche legate a noi, quelle che ci sono state insegnate dalla religione, o dalle credenze popolari di un tempo che purtroppo sembra essersi smarrito, è intrigante, soprattutto per i suoi risvolti sociali e legati al nostro tempo.
Paola Beatrice Rossini, autrice di questo buon lavoro pubblicato da CIESSE Edizioni, è una giovane autrice fiorentina, laureata in Pedagogia e insegnante, con alle spalle diverse pubblicazioni di poesie e racconti, con questo suo Urban Fantasy mescola la poesia, da cui è nato inizialmente nella versione pubblicata sul sito “Poesieracconti.it”, al racconto che attraversa uno dei drammi e delle catastrofi più terribili del nostro recente passato.
Già, perché oltre la storia di Dafne e Laghor, l’essere misterioso che imparerete a conoscere leggendo il romanzo della Rossini, potrete ripercorrere le vicende terrificanti legate alla tragedia che la Oceans Petrolium ha causato nel corso della primavera del 2010 nel Golfo del Messico. L’autrice ha saputo mescolare finzione e trama con fatti accaduti, usati sapientemente e con misura nel raccontare un disastro ambientale che poteva essere evitato, foraggiato dalla follia e dalla volontà di aumentare il capitale senza perdere troppi soldi. Strategia rivelatasi distruttiva per oltre tre mesi, in cui milioni di litri di grezzo fuoriuscirono dal fondo del mare con le conseguenze che noi tutti oggi conosciamo, e che forse abbiamo inconsciamente o volutamente dimenticato.
Questo romanzo, attraversato da magia e mito, leggende e creature fantastiche, scontri magici tra lupi ed esseri sconosciuti della notte, con una storia d’amore che corre in sottofondo legando e amalgamando ogni pagina con una trama accattivante, con dialoghi ben riusciti, personaggi pensati e creati attentamente, ha avuto la forza di rammentarmi quanto siamo impotenti dinanzi alla volontà di pochi nel ricercare il potere e il denaro ad ogni costo, ad ogni prezzo. Metafora di quel potere sconosciuto che guida le nostre vite tramite gli stessi personaggi del romanzo, esseri potenti, creature mitiche, dei nostri sogni, della nostra cultura, che possono tutto. E forse non solo loro possono ogni cosa. Sono sicuro, la lettura di questo romanzo farà lo stesso effetto anche a voi.
Un buon romanzo per ritrovare quella magia celata dietro ai nostri sogni, per pensare e riflettere, e lasciarci trasportare in quel mondo non troppo lontano in cui vorremo vivere.
1. Raccontaci com’è nata l’idea de IL QUINTO VANGELO, partendo magari dai ricordi d'infanzia, da quelle antenne che sparavano raggi gamma di cui parli nella nota Autore.
È vero, per la storia raccontata nel romanzo mi sono ispirato parzialmente ai miei ricordi d’infanzia. I miei genitori si sono sposati presso il Monastero benedettino sito nel Monte della Madonna a Teolo. Loro due sono stati l’unica coppia sposata lì, conoscevano un frate particolare: Fra Pasquale. All’interno del perimetro del Monastero vi è una costruzione avvolta dal mistero, piena di antenne e parabole enormi. Tutti dicevano che erano le antenne della RAI TV e della Telecom (a quel tempo era la SIP), ma la struttura è tutt’ora circondata da una recinzione elettrificata con filo spinato e telecamere di sicurezza ovunque. Con la mia famiglia andavamo lì a fare il picnic domenicale, per anni è stato il mio più grande divertimento e gioco assieme ai miei fratelli. Immaginavamo che vi fosse la sede segreta di soldati della Chiesa, i Templari o chissà che altro. Nel romanzo quella struttura è la sede segreta dell’SCS e Fra Pasquale è il maestro e la guida spirituale del Risolutore, il personaggio principale.![]()
2. E Tommaso Santini? La figura di questo misterioso personaggio che avremmo modo di conoscere durante le sue avventure al servizio del Vaticano, com’è nato? Hai preso spunto da qualche persona? O, come penso, e un po' il tuo alter ego? Cioè colui che avresti voluto essere in una dimensione parallela?
Tommaso Santini è colui che viene chiamato Il Risolutore, a capo dell’SCS. Ha il mio carattere e, per fortuna sua, non il mio fisico. È un idealista al servizio della sua Chiesa, pur tuttavia, è autonomo nella sua indubbia Fede e fa quello che ritiene opportuno per onorare al suo immane compito: la difesa della sua Chiesa dai tanti e potenti nemici e dei segreti della Santa Sede. È colto, forte, intelligente, determinato e arguto, ma riesce a piangere con l’umiltà dei forti. È coerente e logico, freddo calcolatore, ma molto umano. Non disdegna l’uso della forza e, nel contempo, tutela la sua squadra che lo adora e lo venera come un Santo vivente. Insomma, è un uomo leale, corretto e molto coraggioso, pur non essendo un incosciente. Un leader riconosciuto tale per i meriti sul campo, per l’esperienza di vita e per la grande capacità di conoscere tutto di tutti e di sempre. Magari fossi come lui.
3. Molti personaggi del tuo romanzo, come Santini, il Risolutore, fanno riferimento a persone a te care? I personaggi hanno una buona caratterizzazione, molto ben strutturati, alcuni di loro sono in grado di compiere azioni al limite ma nel contesto del romanzo risultano comunque armoniosi, al loro posto; hanno questi personaggi legami con la realtà?
Io credo di avere una grande capacità, se posso permettermi il lusso di usare la mia falsa modestia: quella di studiare approfonditamente le caratteristiche di ogni personaggio che invento, garantendo una grande veridicità. La caratterizzazione deriva dai dialoghi, più dialoghi ci sono più è possibile far “conoscere” i personaggi. E li creo credibili perché “conosco” da tempo ognuno di loro. Sonia Casoni, la magistrata, è mia moglie alla quale ho dato nel racconto alcune mie caratteristiche caratteriali che a lei non piacciono: scatto d’ira facilmente e dico sempre quello che penso in modo colorito. A lei da fastidio, quindi, mi sono vendicato affidandole una caratteristica mia: la violenza verbale nel senso di aggressività dell’approccio in caso di discussione alterata. Nic e Denny, due membri dell’unità denominata SCS, in pratica, sono i miei figli: Nicolas e Denny. Rob è un mio amico, Jon e Mali sono perfettamente inventati e le due antagoniste di Santini erano le mie impiegate del tempo. A parte voglio citare Fra Pasquale, nel romanzo sembra il più fantastico e fantasioso di tutti ma, invece, è più reale di quello che si potrebbe pensare. Per Fra Pasquale mi sono ispirato proprio a quel fraticello che ha sposato i miei genitori. Non ci crederai, ma era proprio così come l’ho descritto: una guida forte, spirituale, lunga barba e, per me, aveva più di 100 anni. A lui mi sono sempre rivolto anche da adulto, mi confessava passeggiando insieme lungo i sentieri del Monastero e mi benediceva all’aperto, in quei posti straordinari. Gli ho voluto rendere merito facendolo rivivere nei miei libri dandogli le caratteristiche che ricordo ancora con nostalgia e venerazione. A lui potevi confessare di tutto e mai, dico mai, ho avuto l’impressione che giudicasse, bensì riusciva a sollevarti spiritualmente da qualunque cosa gli confidassi e che, per me, era fonte di inquietudine. Un grande frate, un grande uomo, ormai scomparso da quasi trent’anni. Questo fatto, legato ai personaggi del libro, mi ha permesso, e mi permette in ogni mio romanzo, di assemblare personaggi veritieri perché penso alle loro caratteristiche reali quando li “faccio parlare” e “muovere” all’interno delle mie storie.
4. Si intuisce leggendolo il tuo thriller, che nel tuo bagaglio culturale sono presenti letture che trattano argomenti di carattere filosofico e storico.
Sono un amante della storia del cristianesimo, soprattutto mi interesso delle incoerenze della Chiesa che tutti chiamano erroneamente “misteri”. Non esistono misteri, bensì interpretazioni, strumentalizzazioni e sconvolgimenti della verità che, da sempre, la Chiesa ci propone, come qualsiasi altra religione esistente, nessuna esclusa. La religione vive ed esiste per dominare sull’uomo, non certo per migliorarlo, ma per controllare la sua mente e determinare il nostro destino scientificamente. Detto ciò, sono un credente, fervido e coerente. Sembra una contraddizione, ma non lo è. Io credo, senza bisogno di qualcuno che me lo dica o me lo “imponga”. Credo a quanto apprendo studiando la materia in contraddittorio, cioè quella che non ci dicono mai, quella che non ti insegnano a dottrina o quella che non vogliono mai dire. Sia IL QUINTO VANGELO sia LA BIBBIA OSCURA sono percorsi interiori che condivido con il lettore. Poi, a lui l’ardua sentenza e convinzione, non pretendo di dire alcuna verità e nemmeno condividere la mia impostazione ideologica e, per taluni versi, teologica. A ognuno la propria testa.
5. Ne Il Quinto Vangelo, si fa riferimento al Vangelo scomparso secoli or sono, quello di Maria Maddalena; Vangelo di cui si dice sia esistita o esista tutt’ora copia presso il Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai, in Egitto. Qual è stato il percorso che ti ha condotto allo studio e ad appassionarti a questo scottante tema? Dico scottante perché se così fosse, la storia come la racconti nel tuo thriller storico, aprirebbe scenari che sconvolgerebbero l'attuale potere che la chiesa e la religione ha su di noi e sulla politica internazionale.
Esatto! Dicono, si dice, si pensa, parrebbe, etc. tutte affermazioni che creano “mistero” ma, come già detto, sono solo interpretazioni o deviazioni della verità. Il testo che ho riportato integralmente nel libro, che si dice sia il Vangelo di Maria Maddalena, è effettivamente quello che “si dice” sia contenuto in 23 papiri conservati segretamente presso l’archivio del Monastero di Santa Caterina nel Sinai, in Egitto. Tanto per intenderci, l’archivio del Monastero di Santa Caterina è il secondo archivio, per importanza, dopo quello dello Stato del Vaticano. Quindi, qui non stiamo parlando di pochezza culturale, bensì di grandi risorse del sapere dell’intero scibile umano. Sono un amante dell’Egitto, della sua cultura e origine. Sono stato in Egitto molteplici volte e il Monastero di Santa Caterina è un percorso obbligato ogni volta che mi trovo da quelle parti. Mi sono sempre chiesto come mai, in un paese a maggioranza quasi assolutamente mussulmana, vi fosse lì un monastero cristiano ancora in piedi, nonostante le incursioni e battaglie durante la dominazione araba. Ricercando risposte vengo a sapere che proprio nel Monastero di Santa Caterina è tutt’ora conservato un documento scritto di pugno da Maometto con il quale accordava assoluta protezione al monastero perché, al suo interno e a sua volta, era stato accolto e protetto dai nemici del tempo. Discutendo con i monaci greco ortodossi mi confermarono tale cosa e mi confidarono l’esistenza di alcuni frammenti del Vangelo di Maria Maddalena e il suo contenuto. Maria Maddalena è un personaggio mai chiarito, sovente gli stessi preti dicono che Ella fu una prostituta posseduta da 9 demoni esorcizzata da Gesù. Ma la gente, i preti e molti altri fanno una confusione tremenda, non è la prostituta la Maria Maddalena a cui Gesù apparve all’atto della sua ascensione alla destra del Padre. Ho studiato il personaggio e mi è piaciuto, credo che Maria Maddalena sia il personaggio biblico di maggior rilievo e, purtroppo, molto sminuito dalla stessa Chiesa per strategie che mi sfuggono o, meglio, a cui ho dato interpretazione dei motivi proprio nel mio romanzo che, a parte la fantasia della narrazione, riporta documentazione certa e inequivocabile.
6. Parliamo un po’ di Carlo Santi e di come e quando scrive i suoi romanzi. Racconta quello che vuoi allora, di quando trovi il tempo di scrivere, che metodo utilizzi, qual è stata la parte più complicata o difficile durante la stesura del romanzo? E come concili l'essere autore e Editore.
IL QUINTO VANGELO e LA BIBBIA OSCURA li ho scritti entrambi in nove mesi. Debbo dire che, però, in quel periodo ho fatto solo quello affidandomi ai collaboratori dell’ufficio per svolgere anche alcuni dei miei compiti professionali. Ho scritto anche per 32 ore di fila, senza mai fermarmi potendo, così, garantire la giusta adrenalina nella narrazione senza sfasature e incoerenze. In pratica, non ho smesso di scrivere fino alla fine del romanzo, senza pause. Ora faccio fatica a scrivere nello stesso modo e con gli stessi ritmi, anzi, sono al rilento più assoluto. Solitamente scrivo la sera e al sabato/domenica. Ma in questo periodo sono impegnato come editore per fiere e rassegne letterarie, quindi, sono in astinenza da scrittura.
7. Ti conosciamo qui ora come scrittore, ma sei anche e soprattutto un Editore, direttore editoriale della CIESSE Edizioni, e questo senz'ombra di dubbio ruba tempo a quello che sicuramente è stato il primo amore, la scrittura.
Fare l’editore mi piace, ma mi toglie il gusto dello scrivere libri. In compenso scrivo molto altro, tipo interviste come questa o articoli per riviste e blog. Insomma, mi tengo in forma. Mi manca scrivere storie, quelle mi riescono senz’altro meglio di molte altre cose che faccio tutt’ora.
8. Parlaci se hai altri lavori in programma con il Risolutore come protagonista, o quali altri tuoi lavori in cantiere.
Ho tre lavori in corso: un sequel de IL QUINTO VANGELO e LA BIBBIA OSCURA dal titolo IL MISTERO DELL’ARCA DELL’ALLEANZA, sempre con Tommaso Santini protagonista. Come mia consuetudine baso la storia su fatti documentati e spero di fornire alcune riflessioni ulteriori su questo misterioso oggetto, il più importante per la Cristianità e qualche buon e sano spunto adrenalinico. Poi ho in cantiere ORDINE ANNULLATO, adrenalina allo stato puro. Un genere diverso dal Thriller storico, ma sempre di thriller si tratta. Narro di un agente segreto italiano, Massimo Serami, a cui è stato ordinato di eliminare un potente capo mafia prima che possa fare cartello con altre mafie nel mondo. L’ordine è irreversibile, ma verrà misteriosamente annullato. L’agente non vuole saperne di mollare, pensa che la stessa agenzia sia corrotta e prosegue nel suo compito. L’agenzia si vedrà costretta a sguinzagliare gli uomini migliori per fermarlo. Ma Serani sarà un osso duro, nessuno al mondo è in grado di prevedere o garantire che si possa veramente riuscire a fermarlo. Il terzo è BASTARDI SI DIVENTA, un saggio tragicomico che vuole suggerire come diventare dei veri bastardi, una delle tante mie virtù, forse la più importante; almeno per me.
Grazie Emiliano, bella intervista!
IL QUINTO VANGELO
di CARLO SANTI
CIESSE Edizioni
Di buon livello i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quella del “Risolutore”, protagonista spalleggiato da ottimi personaggi che compongono SCS, e da una magistrata italiana, Sonia Casoni, che dopo un primo abbaglio, diviene un aiuto concreto agli sforzi di Santini nel cercare il manoscritto rubato. Simpatico e ben costruito il personaggio di Fra Pasquale, dall’apparenza un vecchio confuso, ma a detta di molti, un ex Risolutore…
Puntiglioso e attento il cerimoniale tenuto dagli appartenenti alla Città del Vaticano, dai dialoghi alla descrizione degli ambienti.
Un commando spietato, un’organizzazione potente, come ci preannuncia la quarta di copertina, denominata il “Crepuscolo”, tenta di rubare un Vangelo che potrebbe distruggere le fondamenta stesse della Chiesa, così come le conosciamo oggi. Solo il Risolutore, Tommaso Santini, sarà in grado di opporsi ad un nemico millenario della Chiesa, e con lui altri componenti del SCS, l’unità speciale e segretissima utilizzata dal Papa per affrontare i nemici della Chiesa, del Vaticano, e della nostra storia così come ci è stata insegnata. Proprio attorno a questo gioco di potere ruota il thriller di Carlo Santi, che ha saputo mescolare verità e finzione, leggende e azione, in quantità giuste, senza mai esagerare troppo, accompagnandoci per mano nella descrizione di luoghi magnifici come il Monastero di Santa Caterina nel Sinai, la Cattedrale di Aquisgrana, nella Città di Aachen a Bonn, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, alla Città del Vaticano. Ma è riuscito nell’intento di farci conoscere con dovizia di particolari, la storia del Vangelo di Maria Maddalena, che esisteva e di cui se ne sono perse le tracce nei secoli passati, e di cui si dice che alcuni frammenti del Vangelo siano custoditi nell’archivio segreto del Monastero di Santa Caterina; ci ha raccontato del viaggio che l’anima deve compiere attraverso i cieli e il modo per sottrarsi ai vizi o peccati capitali, così da potersi ricongiungere con Dio, liberandosi della materia e raggiungendo il Nous. Un percorso interessante che serve a farci riflettere sui giochi di potere e di ruolo che la Chiesa e la religione hanno su di noi.
Un romanzo nato forse da un gioco, a detta dell’autore, che in una nota ci racconta come da bambino saliva al Monte della Madonna a Teolo, Padova, con i genitori per un picnic all’interno del parco del Monastero benedettino, in cui aveva avuto modo di osservare come grosse antenne, parabole e radar, spuntassero pronte a sparare raggi gamma… un gioco divertente di un bambino che ha saputo rielaborare con sapienza da adulto, consentendoci così di sognare a nostra volta. E perché no, anche di riflettere.