
AGO CHE TRAPUNGE, FILO CHE CUCE
Incontro di poesia nellambito della mostra del pittore Giovanni Cesca
Gli oggetti della sartoria
Domenica 23 gennaio, ore 17
Show Room AlbertoCarlo Teatro Studio
Via Fontanazze1, Pordenone
Voce recitante Arianna Capiotto
Quadri di Giovanni Cesca
Installazione di Alberto Carlo
Poesie di Giampietro Fattorello e Giorgio Caproni
a cura di Roberto Costella
Ingresso libero
Ago che trapunge, filo che cuce è il titolo delloriginale performance teatrale dedicata al mondo della sartoria, tra tessuti, forbici e macchine da cucire, in programma nello show room AlbertoCarlo Teatro Studio di via Fontanazze
Tra gli incanti dei quadri di Giovanni Cesca, che espone fino al 30 gennaio Gli oggetti della sartoria e le suggestioni dellistallazione di abiti, stoffe e macchine da cucire antiche e nuove a ricordare lantica sartoria della famiglia Varnier, il nonno setaiolo e la nuova realtà del giovane stilista Alberto Carlo, si inserisce la forza evocativa della poesia. Levento, a cura di Roberto Costella già curatore della mostra, vedrà lattrice Arianna Capiotto interpretare i versi scelti dal poeta trevigiano Giampietro Fattorello: poesie di Giorgio Caproni dedicate alla madre sarta e poesie dello stesso Fattorello, tratte dalle raccolte Il bandolo della matassa (inedita) e Il morso del tempo (pubblicata nel dicembre 2010) dedicate alla memoria della madre Rita, anchessa sarta.
Lincontro si arricchisce dunque di preziose corrispondenze: lordito delle parole rispecchia le trame di tessuti, la sublimazione poetica accompagna leleganza degli abiti e la leggerezza dei disegni, il presente si richiama al passato, per dare eloquenza alla memoria affettiva.
La performance culturale tramuta in rito, evocando gli antenati, eleggendo la parola a medium primario, completata dalle atmosfere avvolgenti e rarefatti della colonna sonora.

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