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giovedì 29 luglio 2010



Venerdì 30 luglio

Ore 16.30, Museo di Storia Naturale

Fuori gli scheletri

Laboratorio per bambini dai 6 ai 12 anni

Ore 17.30, parco Museo Archeologico Castello di Torre

Humus Park - visita guidata

Ore 21.00, Museo Archeologico Castello di Torre

Tracce di lavoro

Serata di archeologia industriale interattiva

Ore 21.00, Parco San Valentino

Q.B. Quanto basta. Nuovi stili di vita

Spettacolo teatrale

Ore 21.15, piazzetta Calderari

Cinema sotto le stelle

La ragazza con la valigia

Ore 20.30 Convento di San Francesco

Incontro con Michele Pontrandolfo

Alle 16.30 il laboratorio per ragazzi dai 6 ai 12 anni condotto dagli operatori dei Eupolis nel Museo di Storia Naturale“fuori gli scheletri”, propone una serie di attività ludiche per imparare a conoscere ossa, crani e scheletri interi.

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Alle 17.30 con appuntamento davanti all’ingresso del Museo Archeologico (Castello di Torre), gli Amici della Cultura, conducono una visita guidata a Humus Park. Si andrà alla scoperta dei veri e propri tesori d’arte disseminati nel parco, realizzati da una trentina di artisti internazionali e una decina di studenti del’Istituto d’Arte di Cordenons, utilizzando esclusivamente materiali naturali reperiti sul posto durante il meeting di Land Art svoltosi a maggio.

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Alle 21, con appuntamento sempre al Museo Archeologico prende il via “Tracce di lavoro”

una serata immersi tra la natura, il paesaggio di Torre e la storia dell'Ottocento, per conoscere gli antichi cotonifici del pordenonese. Partecipazione libera.

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Alle 21, il parco di San Valentino ospita lo spettacolo “Q.B. Quanto basta. Stili di vita per un futuro equo” della compagnia teatrale Itineraria. Una rappresentazione agile e adatta a tutte le età, proposta dall’associazione L’Altra Metà, per riflettere sulle nostre possibili azioni quotidiane per un futuro diverso. I temi dell’impronta ecologica, della sostenibilità e del riciclo stanno a cuore a tutti e la nostra città ha mostrato grande sensibilità nell’educazione e nell’avvio di pratiche che vanno in questa direzione; a sua volta, la cooperativa di commercio equo, attiva nel territorio da 20 anni, è impegnata da sempre nel proporre un commercio giusto per uomini e donne del Nord e del Sud del mondo, per l’ambiente, per una maggiore sostenibilità a tutto campo.Lo spettacolo contiene citazioni di Francesco Gesualdi, Marinella Correggia, Ivan Illich, Alex Langer, Ernesto Balducci, e molti altri, in 90 minuti di parole, musiche e filmati porta il pubblico a riflettere sulla necessità di un'inversione di rotta se vogliamo che le nuove generazioni possano sperare in un futuro più equo.

Partendo da considerazioni sui sempre più evidenti squilibri climatici causati dall'attività umana vi si affronta il problema dell'impronta ecologica, dell’iperconsumo del Nord opulento, del sottosviluppo del Sud del mondo, del ruolo delle multinazionali, delle botteghe del commercio equo e solidale, degli ecoprodotti, della mobilità sostenibile, del riciclo e riuso, delle possibili alternative all’insegna di un mondo più equo per tutti.

La sobrietà nei nostri stili di vita è la soglia di accesso a un avvenire di equità tra gli uomini e tra i popoli e di salvaguardia del creato. Scegliere uno stile di vita sobrio migliora la qualità della nostra vita individuale e collettiva, ci apre a una nuova relazione con gli altri, ci permette di godere la bellezza della vita nella dimensione della condivisione e della convivialità.

Uno spettacolo teatrale per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti, per aiutarci a deporre nelle pieghe dell'agire quotidiano i semi di un futuro diverso. Ingresso libero. In caso di pioggia, si va all’Auditorium Concordia.

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A portare un po’ di brividi nell’Estate in Città, ci pensa l’esploratore artico Michele Pontrandolfo, che incontrerà curiosi e appassionati alle 21 nel Convento di San Francesco. Tante saranno le cose da raccontare dopo le disavventure dell’ultima spedizione effettuata in aprile, con l’obiettivo di raggiungere il Polo Nord Geografico e interrotta dopo 52 giorni, a causa della rottura di alcuni materiali. Partendo da racconti storici sui tanti esploratori che hanno tentato di raggiungere la stessa meta, tanto desiderata, quanto difficilissima da raggiungere, soprattutto in solitaria. Pontrandolfo spiegherà la differenza tra quest’ultima sua spedizione e le altre 10, per le quali è ormai conosciutissimo. La serata sarà arricchita da aneddoti, informazioni (anche sullo scioglimento della calotta polare, che rende il PNG, situato sull’ Ice Pack, ancor più “impossibile”) e curiosità, foto e il video documentario realizzato durantela spedizione. L’ingresso è libero.

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Per Cinema sotto le stelle, in piazzetta Calderari alle 21.15, Cinemazero propone un altro capolavoro del cinema italiano recentemente restaurato dalla Cineteca di Bologna: “La ragazza con la valigia” (1961) di Valerio Zurlini, uno dei rari poeti d'amore del cinema italiano. La bellissima Claudia Cardinale interpreta Aida, cantante di provincia allo sbando che incrocia un diciassettenne di ottima famiglia parmense (Jacques Perrin), e intrattiene con lui (che se ne innamora perdutamente) una casta e toccante amicizia, che per mille motivi non può avere futuro. La robustezza espressiva del film è unita ad un eccezionale studio di caratteri quasi minimale, portato avanti tra il torpore della provincia padana e una riviera adriatica di smisurata malinconia.
Zurlini fa salti mortali per dare spessore e affetto a personaggi che sulla carta rischiavano il cliché. E il risultato è dolcissimo e straziante, tutt'altro che semplicemente adagiato sulle psicologie, perché Zurlini non di rado si ricorda del melodramma e del suo inconfondibile rigore figurativo, di cui restituisce un'ombra flebile e struggente: basti pensare all'orchestrazione raffinatissima della lunga scena notturna nella piazzetta. Forse però La ragazza con la valigia dà il meglio di sé nella lunga parte finale in riviera, quando il film dimentica le curve drammatiche e si rassegna a oscillare “irresponsabilmente” tra i personaggi, come Aida da sempre oscilla tra l'ingenuità più frivola e la disperazione più crudele. A proposito del film, Valerio Zurlini - scomparso nel 1982 - aveva dichiarato: «La ragazza con la valigia è nato da un incontro. Un giorno, a Milano ho incontrato una strana persona,
oggi divenuta piuttosto celebre, con cui dovevo girare un filmetto pubblicitario per una marca di automobili. Per due giorni siamo stati insieme per girare il film, e la ragazza, che all'epoca faceva l'indossatrice, mi ha raccontato molte cose della sua vita: si trattava davvero del personaggio di Aida. Quando ho scritto la sceneggiatura, non ho fatto altro che ricordarmi di quello che mi aveva raccontato, di tutte quelle cose tanto tenere, commoventi, buffe talvolta, e così mi sono ritrovato già con un personaggio che viveva di vita autonoma. È bastato accompagnarla con un ragazzo ricordandomi un po' dei miei sedici anni, poi facendo astrazione da me e guardando il personaggio maschile dal di fuori, per avere quella strana coppia che comincia subito a funzionare perfettamente e continua a funzionare fino alla fine del film. Erano due personaggi stranamente assortiti, appartenenti a mondi differenti, due solitari che esprimono nel loro incontro la volontà di aiutarsi reciprocamente». Claudia Cardinale, all'anteprima della proiezione della copia restaurata dalla Cineteca di Bologna, ha manifestato il più vivo apprezzamento per l'opera: «Scene di una poesia straordinaria, in un bianco e nero che fa sognare. Quelli erano gli effetti speciali dell'anima.».

L’ingresso è libero, in caso di pioggia si va nell’Aula Magna del Centro Studi.

Clelia Delponte
Ufficio Stampa Estate in Città
Comune di Pordenone
0434/392924
347/0349679

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